Altre pagine

Cerca nel blog

martedì 25 giugno 2013

Installare Microsoft Office su Ubuntu Linux con Wine

Io ho installato sia Office 2007 sia, in seguito, Office 2010 prima su Ubuntu 12.04 e poi sul lemure impaziente (13.04). Per l'esattezza. dove avevo la versione 2007 sono avanzato da 12.04 a 13.04 e tutto è a posto, mentre sul portatile nuovo ho proceduto direttamente con O2010 su 13.04 e ho solo un piccolo problemino.
Do per scontato che abbiamo già installato Wine, altrimenti abilitiamo il repository di wine (ppa:ubuntu-wine/ppa) e poi aggiorniamo i pacchetti etc. Se installiamo da Software Center non installeremo tutti i pacchetti disponibili, ma ricordiamoci che la strada ufficiale e sicura è il Software Center.

Per installare Office 2010 su Ubuntu con Wine, conviene per prima cosa creare una directory per Wine (wineprefix) a sé stante, perché altrimenti c'è il rischio di interferenze tra diversi programmi windows.

martedì 18 giugno 2013

Ad alta voce anche a casa

Per tutti coloro che amano la letture e i libri, conoscete "Ad alta voce"? È  una trasnissione di Radio3 RAI dove vengono letti libri, e i podcast sono reperibili qui:
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374.html?section=Podcast
Siccome sono in un formato non scaricabile sul computer, ho trovato una buona guida in questa pagina
http://yaooh-heyweb.blogspot.it/2011/07/da-file-ramrarm-mp3.html
su come ottenere i file audio dei libri.
In breve, i file linkati sulla pagina del sito RAI sono file di tipo '.ram', che, aperti con un editor di testo (es. notepad per chi usa windows) mostrano un indirizzo URL che comincia con 'rtsp://...'
Aggiungo, come ho fatto nella pagina indicata, che: «basta sostituire a "rtsp" il vecchio caro "http", incollare nel browser l'indirizzo et voilà, si potrà scaricare il file .ra (audio).»
[EDIT gen 2016]
Buon ascolto.

sabato 4 maggio 2013

Ciò che avreste voluto sapere e non avete osato chiedere

Ora è tutto chiaro! Molti di noi, sciocchi elettori di sinistra e non, non l'avevamo capito; le dichiarazioni, durante le consultazioni di Bersani, del tipo “Siamo disposti soltanto a formare un governo del Movimento 5 Stelle”, accompagnata da qualche infelice uscita di Grillo circa “vogliamo il 100%”, non significavano che non volevano collaborare. La versione ufficiale, ripetuta ultimamente sia dal grande capo Beppe sia da Vito Crimi (l'ho sentito con le mie orecchie a un convegno organizzato da “Left” al quale, stranamente, ha aderito assieme a Civati, Bonsanti, Migliore e diversi altri, probabilmente perché si trattava di un incontro con il suo idolo Rodotà), è attualmente la seguente: «Nessuno ci ha chiesto di collaborare a un governo, ma solo di dare la fiducia». Quindi, interpreto, bastava fare una corte più serrata, concedere di più, spedire rose rosse a dozzine e Bersani ce l'avrebbe fatta. Che novità! Chissà perché non l'aveva capito nessuno, né io (per quel che vale), né lo stesso Bersani con lo stato maggiore del PD, né le altre forze politiche, né i giornalisti (servi del regime!) e nemmeno Napolitano che avrebbe potuto fare presto il governo e andarsene felicemente in pensione lasciando la patata bollente a qualcun altro. Nessuno ha capito. Crimi e Lombardi, hanno detto alla prima conferenza stampa dopo le elezioni: «abituatevi a sentire da noi le cose dirette, senza dover interpretare né ipotizzare» (mi sono permesso di riassumere); in realtà nel M5S andavano interpretati leggendo tra le righe: dai, proponeteci qualcosa, stiamo aspettando. Ah, saperlo prima! Ora abbiamo Berlusconi di nuovo sulla breccia. Grazie, PD e M5S!

domenica 21 aprile 2013

La Penisola della paura


Uno degli spettacoli migliori degli ultimi anni, molto seguito dal pubblico, è andato in scena in questi giorni nei migliori schermi televisivi e monitor di pc.
Personaggi e interpreti:
  • La Casta degli Intoccabili, rappresentata da loschi figuri in giacca e cravatta armati di pezze d'appoggio per rimborsi e arroccati nel loro sinistro Palazzo.
  • Il Principe Idiota (in senso Dostojevskiano... o no?) di Piacenza, comandante dell'esercito Democratico, che crede di avere intorno compagni fidati e leali e si trova con “un traditore ogni quattro”.
  • L'Esercito Democratico, che parte quasi vittorioso e termina in rotta, spezzato in vari tronconi.
  • Il Mazziniano genovese, pronto a manifestare in piazza ogni volta che la Casta degli Intoccabili fa qualcosa. Qualunque cosa.
  • Gli Allegri Compari delle 5 Stelle, che, al comando del Mazziniano genovese, vogliono aprire con gli apriscatole le gabbie nelle quali si trova il popolo, ma in seguito capiranno che nelle gabbie il popolo ci si è infilato da solo.
  • Il Brigante della foresta di Arcore, che a ogni viandante racconta barzellette sconce, distraendolo e derubandolo per poi dire che è stato qualcun altro.
  • Il Cincinnato di Napoli, che, come il suo simile dell'antica Roma, viene richiamato dalla Repubblica e abbandona l'aratro e i nipotini.
  • Il capomafia don Rodrigo Baffuto, che ha deciso che le nozze (tra Prodi e il colle) non s'hanno da fare.
Trama. Il povero popolo triste è rinchiuso nelle gabbie della malvagia Casta degli Intoccabili, nelle quali, si apprenderà poi, è entrato volontariamente attirato da promesse di ricchezza e benessere. Mentre il Principe Idiota tenta di convincere gli Allegri Compari delle 5 Stelle a passare dalla sua parte

mercoledì 27 febbraio 2013

Un'occasione più unica che rara

Sono rimasto sconcertato e deluso nel vedere che la proposta, ad esempio su questa pagina facebook, di trovare dei punti di convergenza tra il gruppo parlamentare PD-SEL e il gruppo M5S è oggetto (per la verità non da parte di tutti gli esponenti a cinque stelle) di sarcasmo, livore e disprezzo, come se il governo del Paese non sia un affare che riguarda i nuovi arrivati al parlamento. Inoltre, con atteggiamento sprezzante, da alcuni tale possibilità di accordo è considerata subordinata all'accettazione di tutti (leggasi tutti) i punti che sarebbero in tal caso “imposti” da Grillo e dai suoi, comprese le controverse questioni della TAV, del reddito di cittadinanza (ottimo ma siamo realisti e troviamo prima le risorse) e dell'Euro/Unione Europea. Ho notato invece che lo stesso disprezzo

venerdì 15 febbraio 2013

La religione delle tasse

In Italia gli enormi problemi strutturali si sommano a quelli simpaticamente provocati da amministratori e politici corrotti, disonesti e incapaci e da imprenditori senza scrupoli (come è venuto fuori prepotentemente in questi giorni). Così, è davvero fonte di sgomento osservare come quasi tutto (ma all'inizio era davvero tutto) il dibattito politico delle campagne elettorali sia volutamente incentrato verso la questione delle tasse, per nascondere e mettere in secondo piano la gravità della situazione e fare un lifting virtuale a quelle persone che, pur portandone gran parte delle responsabilità, continuano a proporsi come demiurghi.
Il “lancio” del rientro sulla scena del grande B. è stato, non a caso, non sui problemi reali dell'arretratezza del Paese, ma sulle solite tasse. Ma non sulle imposte che gravano

mercoledì 19 dicembre 2012

FaceBook, Instagram egli altri

Novità per chi usa il sistema di condivisione di fotografie su FaceBook, Instagram: c'è il rischio che le foto vengano utilizzate dal provider (forse persino vendute) assieme ai dati degli utenti senza nessun compenso.
Queste novità compaiono nei Termini e condizioni d'uso (Terms of Use) di Instagram, (che, da aprile, appartiene a FaceBook) in vigore a partire dal 16 gennaio pv.:
"ARBITRATION NOTICE: EXCEPT IF YOU OPT-OUT AND EXCEPT FOR CERTAIN TYPES OF DISPUTES DESCRIBED IN THE ARBITRATION SECTION BELOW, YOU AGREE THAT DISPUTES BETWEEN YOU AND INSTAGRAM WILL BE RESOLVED BY BINDING, INDIVIDUAL ARBITRATION AND YOU WAIVE YOUR RIGHT TO PARTICIPATE IN A CLASS ACTION LAWSUIT OR CLASS-WIDE ARBITRATION."
         OMISSIS
"Some or all of the Service may be supported by advertising revenue. To help us deliver interesting paid or sponsored content or promotions, you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you." (http://instagram.com/about/legal/terms/updated/ )

martedì 11 dicembre 2012

Più volte ritornano...

Parafrasando il titolo della raccolta di Stephen King, peraltro già abbondantemente utilizzato in molti articoli in rete o anche su carta, io direi che più che altro certi Incubi ritornano ben più spesso che "a volte". Già si era visto alle elezioni vinte per un pelo da Prodi nel 2006, e poi perse dalla sinistra nel 2008: una grande stagione della destra, fatta di promesse (delle quali alcune persino mantenute, come l'abolizione dell'ICI, che ha contribuito all'aumento del debito pubblico) e concretizzatasi con le note vicende: il disastro per quasi tutti e l'arricchimento di pochi. Here we are again, eccoci da capo.

Chi lo segue